F.A.Q.

CORONAVIRUS, COSA SUCCEDE AGLI ABBONAMENTI ALLE PALESTRE, ALLE PISCINE E CENTRI SPORTIVI?

Gli ultimi decreti emanati dal Governo per far fronte all’emergenza COVID-19 hanno previsto i rimborsi “solo” per quanto già pagato per voli, prenotazioni in hotel, biglietti di spettacoli ed eventi e servizi di cui non è possibile usufruire a causa del lockdown (cfr. “Parola chiave: “rimborsi”: titoli di viaggio, pacchetti turistici, biglietti acquistati per spettacoli, concerti, eventi culturali o sportivi, prenotazioni alberghiere…” del 23 aprile 2020).

A rimanere escluse, invece, sono state fin da subito le palestre e le società che hanno organizzato corsi, a cui si è lasciata – volutamente – una certa libertà d’azione. Si tratta spesso di contratti molto diversi tra loro e per questo più difficili da “normare”.

 

Come Valerio (lettore de “L’Arte Del Dubbio” che, appassionato di bodybuilding, si trova ora con un abbonamento annuale in palestra di fatto inutilizzabile per chissà ancora quanto tempo), sono molte le persone che, in tempi precedenti alla diffusione del virus, hanno sottoscritto abbonamenti per poter usufruire di palestre, piscine, SPA ecc. con comodità durante l’anno, ma improvvisamente è intervenuto il lockdown totale a causa del Coronavirus che ha interrotto l’erogazione di tali servizi.

Valerio ha quindi pagato l’abbonamento ma non può ricevere una concreta erogazione della prestazione corrispondente: non può allenarsi, non può usufruire della piscina e del relativo centro benessere…

 

Non vi è dubbio che l’interruzione dell’attività delle palestre, degli altri centri sportivi e campi sportivi sia determinata da cause imprevedibili che si possono facilmente definire di “forza maggiore” (appunto il COVID-19), ma dal momento che la loro ripresa, essendo tra le attività considerate più a rischio per la salute pubblica, è meno probabile che avvenga in tempi brevi, ci si domanda

 

SE CI SIA UN MODO PER OTTENERE IL RIMBORSO DEGLI ABBONAMENTI IN PALESTRA GIÀ PAGATI NON ESSENDO STATI IN GRADO DI GODERE DEL SERVIZIO
(La risposta è simile per l’abbonamento alla piscina o in altri centri sportivi)

 

Dal punto di vista giuridico, la questione è ancora una volta inquadrabile nella cosiddetta “impossibilità sopravvenuta della prestazione”, ma – contrariamente ai rimborsi per quanto già pagato per viaggi, trasporti, soggiorni, eventi, mostre ecc. – non si tratta di una impossibilità definitiva perché si presume che la palestra prima o poi riaprirà e, quindi, sarà nuovamente possibile usufruire dei servizi.

Ottenere il rimborso è possibile, state tranquilli: il cliente non può, infatti, essere tenuto a pagare per il periodo in cui la palestra è rimasta chiusa a causa dell’emergenza Coronavirus!

Ma “c’è un però”: occorre dare atto che esistono almeno due soluzioni prospettatili che, ahimè, portano a conseguenze parzialmente differenti.

 

  • IMPOSSIBILITA’ PARZIALE. L’ipotesi che, a mio avviso, risulta anche essere la più convincente, è quella di considerare i servizi offerti dalla palestra comeparzialmente impossibili (per alcuni mesi la palestra è stata aperta e per altri no): ci sarà così una restituzione del prezzo pagato per i mesi di chiusura (articolo 1464 del Codice civile).L’abbonamento che Voi avete sottoscritto ha certamente una data di inizio e una data di fine. Supponiamo, per semplicità, che il Vostro sia un abbonamento annuale valido dal 15 ottobre 2019 al 15 ottobre 2020 e che da marzo a maggio 2020 (tre mesi) non abbiate potuto utilizzarlo perché la palestra è chiusa a causa del COVID-19.In base all’articolo 1464 del Codice civile avrete diritto alla riduzione del prezzo, ossia alla restituzione di quanto pagato in anticipo per i mesi nei quali la palestra o il centro sportivo sono stati chiusi. Il tutto, come sempre, salvo diverso accordo tra le parti che possono invece decidere di prolungare l’abbonamento oltre la sua data originale.

 

  • IMPOSSIBILITÀ TEMPORANEA. In questo caso, i servizi offerti dalla palestra sono considerati solo “temporaneamente impossibili”, ossia le ragioni che ne impediscono l’erogazione sono passeggere e quindi dopo un certo periodo di tempo è nuovamente possibile portare a termine tali attività.Ciò significa che, ai sensi dell’articolo 1256 del Codice civile, la palestra potrebbe allungare il periodo del Vostro abbonamento senza chiedere un prezzo aggiuntivo in modo da permetterVi di recuperare i mesi di chiusura. Ritornando al nostro precedente esempio, quindi, il Vostro abbonamento annuale non scadrebbe più il 15 ottobre 2020 ma, recuperando senza costi aggiuntivi i tre mesi di chiusura della palestra a causa del COVID-19, semmai in data 15 gennaio 2021.Se volete, viceversa, ottenere comunque la restituzione di quanto già pagato, dovrete dimostrare di non avere più interesse ad usufruire successivamente della palestra (magari perché l’iscrizione era avvenuta in quella parte dell’anno proprio per mettersi in forma in vista dell’estate e di un impegno sportivo).

 

⇒ Diverso è il caso degli abbonamenti ad ingressi che prevedono una quantità determinata di accessi possibili durante tutto l’anno (ossia, numero limitati di ingressi senza scadenze temporali). In questo caso, l’opportunità di invocare l’impossibilità della prestazione, nei termini sopra illustrati, è più limitata in quanto è sempre possibile usufruire di tali accessi una volta cessata l’emergenza. Ovviamente, dal momento che non si è vincolati a vita da un contratto, anche in questo caso Vi rimane la possibilità di evidenziare di non avere più interesse ad usufruire dell’abbonamento.

 

⇒ E se avete deciso di pagare a rate il corso o l’abbonamento alla palestra? Quando il pagamento è ancora in corso con un finanziamento, il versamento delle rate potrebbe essere interrotto per iscritto direttamente tramite la finanziaria, comunicando l’impossibilità di fruire del servizio a causa dell’emergenza. Ma questa è tutta un’altra storia che, se Vi interessa, approfondiremo!

 

Il diritto è bello perché vario! RicordateVi che è sempre necessario valutare attentamente il caso concreto in modo da identificare la disciplina normativa più consona alla situazione specifica e quindi al caso dell’abbonamento annuale, trimestrale o mensile.

Inoltre, può essere di sicuro utile, conveniente ed auspicabile un tentativo di accordo con la gestione dell’impianto al fine di raggiungere soluzioni alternative che soddisfino entrambe le parti: Voi, che potreste voler proseguire gli allenamenti, ma non vorreste aver speso inutilmente i Vostri soldi, e la palestra (o la piscina o il centro sportivo) che subirebbe di certo una perdita economica se dovesse rimborsare tutti gli abbonati.

 

Sara Dealessandri, 28 aprile 2020. 

 

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2 Commenti

  1. Buongiorno,

    in merito al discorso su rimborsi a voucher abbonamenti piscine avrei una domanda.
    L’impianto sportivo è gestito da una società che ha regolarmente provveduto a rilasciare voucher ai propri iscritti da utilizzarsi entro un anno.
    Nello stesso impianto sportivo sono presenti società sportive che offrono la loro attività per agonisti, pallanuoto etc etc. Sono società residenti.
    Il voucher o rimborso può essere richiesto anche a queste società sportive? Qualche genitori lo ha chiesto e la risposta è stata…così ci fate chiudere.
    Grazie mille
    Silvia

    Rispondi
    • Carissima Silvia,
      partiamo subito da alcune – noiosissime – definizioni: che cosa si intende per “impianto sportivo” e che cosa si intende per “gestione” dello stesso.

      In generale, gli impianti sportivi sono spazi opportunamente attrezzati entro i quali può svolgersi una o più attività sportive a livello agonistico, amatoriale, ricreativo, didattico ecc. A questi spazi possono aggiungersene altri complementari per ristoro, attività ricreative o commerciali ecc.

      Difficilmente (ma non impossibile!) il titolare/proprietario dell’impianto sportivo coincide con il “gestore” dello stesso, ossia con quel o quei soggetti che materialmente gestiscono l’insieme di attività volte ad assicurare il funzionamento di un impianto e l’erogazione del servizio sportivo che al suo interno si svolge.

      A tal ultimo proposito, nel caso che ci interessa, Lei stessa riferisce che “l’impianto sportivo è gestito da una società […]. Nello stesso impianto sportivo sono presenti società sportive che offrono la loro attività […]”.

      Fatta questa premessa (l’impianto sportivo come struttura va distinto dalle società che lo hanno in gestione), a casi specifici, corrispondono specifiche azioni.

      La risposta alla Sua domanda richiede, purtroppo, una previa lettura del c.d. “Regolamento per la gestione e l’uso dell’impianto sportivo” che, secondo il principio di trasparenza (inteso, cioè, come accessibilità totale ai dati e alle informazioni), dovrebbe trovarsi pubblicato anche sull’eventuale sito web della struttura.

      Per “scoprire” quali soggetti siano giuridicamente ed effettivamente tenuti a provvedere al rimborso o all’emissione del voucher a Vostro favore, occorre andare a leggere nel citato Regolamento chi risulta come titolare/proprietario dell’impianto sportivo (ad esempio, l’Amministrazione comunale quale soggetto pubblico), quale è la forma di gestione applicata all’impianto (ad esempio, gestione convenzionata), quali sono gli elementi essenziali che disciplinano i rapporti tra proprietario dell’impianto e le società sportive a cui è affidata la sua gestione.

      E’ la forma di gestione scelta e regolamentata tra il proprietario e i gestori che “disegna” infatti gli obblighi e le responsabilità (compresi quelli inerenti le tariffe, gli abbonamenti, i rimborsi ecc.) in capo ai medesimi.

      Sui meccanismi di rimborso degli abbonamenti in palestra, piscina ecc. il Decreto Rilancio, all’art. 216 comma 4°, ha riconosciuto “ai gestori dei centri sportivi” la possibilità di offrire ai propri clienti o un rimborso in denaro (cioè restituire il prezzo pagato in anticipo per i mesi di chiusura), oppure un voucher che abbia lo stesso valore del periodo per cui non si è usufruito dell’abbonamento.

      Ma il nodo resta comunque sempre lo stesso: chi sono i “gestori”? Un’etichetta che, senza la lettura del “Regolamento per la gestione e l’uso dell’impianto sportivo” della singola struttura di riferimento, può vuol dire tutto o niente.

      Magari non sarà una lettura da spiaggia “sotto l’ombrellone”, ma il Regolamento è, in realtà, molto più semplice e comprensibile di quel che si è soliti immaginare quando si a che fare con articoli, norme e normette!

      Sara Dealessandri

      Rispondi

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