F.A.Q.

VIDEOSORVEGLIANZA IN CONDOMINIO: QUANDO ESSERE OSSERVATI E’ UTILE.

Se c’è una cosa – una delle poche – che siamo però sicuri di aver capito di questa c.d. Fase due è che si può di nuovo andare a correre all’aperto. Sempre con l’accortezza della distanza interpersonale da mantenere. Insomma, scarpe alla mano, cuffiette, occhiali da sole, mascherina (ormai è diventata fin più importante delle chiavi di casa!) e via! 

Avete mai fatto caso che siamo letteralmente circondati da sistemi di videosorveglianza?
Quasi ogni angolo della città – compresi ormai molti caseggiati e condomini – ha telecamere che “immortalano” i nostri movimenti, comportamenti, le nostre relazioni sociali… Insomma, siamo sempre tenuti sotto stretto controllo. 

Complice la vicenda personale di una persona che pochi giorni fa mi ha chiesto un parere in merito, riprendendo finalmente il contatto con la realtà esterna dopo mesi di “domiciliari forzati” ho avuto la sensazione di trovarmi catapultata in “1984“, il noto romanzo di George Orwell, che  descrive una società ove ciascun individuo è, appunto, costantemente tenuto sotto controllo: “Il Grande Fratello vi guarda“. 

 

CASE STUDY. ATTO VANDALICO, DANNEGGIAMENTO MACCHINA PARCHEGGIATA IN PUBBLICA VIA – RICHIESTA DELLE RIPRESE DELLA VIDEOSORVEGLIANZA CONDOMINIALE. Il condominio Alfa ha installato un sistema di videosorveglianza che risponde al bisogno di proteggere le singole abitazioni attraverso il controllo delle aree comuni della struttura in cui sono ubicate. W., condomino di Alfa, il quale si è ritrovato “incidentata” la macchina parcheggiata sotto casa con tanto di specchietti rotti, carrozzeria rigata ecc. (situazione, ahimè, molto meno rara di quanto si immagini), ha chiesto all’amministratore del suo condominio di poter acquisire le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza per estrapolare le immagini relative al giorno del danneggiamento così da rintracciare il responsabile.
L’amministratore, tuttavia, gli ha opposto un netto rifiuto per questioni legate alla “privacy”

 

Le immagini possono essere visionate solo da soggetti incaricati, identificati e nominati e solo per scopi ben definiti

 

Vediamo insieme, allora, come si effettua la richiesta di accesso ai filmati di videosorveglianza condominiale (c.d. videosorveglianza “nelle parti comuni del condominio”, quelle aree utilizzate da tutti insomma, come il portone d’ingresso, l’androne, il cortile ecc.) ed in quali casi l’amministratore deve permettere la visione e l’acquisizione di immagini o di registrazioni

Impianti di videosorveglianza

La Riforma del condominio del 2012, con l’introduzione dell’articolo 1122-ter del Codice civile, ha legittimato l’installazione dei sistemi di videosorveglianza nelle parti comuni del condominio. L’installazione delle telecamere va sempre approvata dall’assemblea condominiale mediante votazione regolare (“un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio“).

Le telecamere di videosorveglianza nelle aree private del condominio, invece, vengono installate su decisione del singolo condomino, con l’unica finalità di sorvegliare la propria abitazione (porta d’ingresso singola abitazione, box auto ecc.).

 

Posto che è un Vostro diritto richiedere le registrazioni in questione, qualche precauzione è d’obbligo.
Innanzitutto, nelle registrazioni sarà inevitabile che, assieme alle immagini che Vi interessano, ce ne siano molte altre di altri soggetti.
Se è vero che
l’impianto di videosorveglianza condominiale deve avere come unico obiettivo la sicurezza delle persone e degli immobili privati e condominiali, è altresì vero che l’accesso alle immagini non deve servire a placare una Vostra mera curiosità di controllare un comportamento altrui. Gli “spioni” qui non sono ammessi!

Tutto sommato, quindi, è vero che si pongono questioni inerenti il rispetto dei principi del Codice della privacy.
Ecco perché gli stessi incaricati alla videosorveglianza (cioè, la ditta specializzata che ha installato il sistema) potranno accedere alle registrazioni, per permettere al condominio o a chi ne ha diritto la visione o l’estrapolazione di immagini o riprese, SOLO se sono rispettate queste regole

 

  • l’accesso deve avvenire sotto il controllo del “Responsabile del trattamento” delle immagini (che è l’amministratore stesso oppure una figura esterna di supporto da lui nominata); 

 

  • è permesso accedere alle immagini solo in presenza di reati o di situazioni gravi, come furti, rapine, danneggiamenti ad immobili privati o a parti comuni ecc.; 

 

  • deve essere fornita all’amministratore la prova della ricezione, da parte delle Autorità di pubblica sicurezza (Carabinieri, Polizia ecc.), di denuncia o querela (Vi do un consiglio spassionato: segnalate già in questa sede la presenza del sistema di videosorveglianza che potrebbe aver ripreso e registrato la “scena del crimine” e chiedete l’acquisizione delle relative immagini); 

 

  • deve essere presentata all’amministratore una specifica richiesta scritta

 

Ricapitolando, dunque, solo l’amministratore di condominio (o soggetti da lui specificatamente incaricati) può accedere alle immagini registrate dalle telecamere condominiali, solo in caso di illeciti rilevanti (danneggiamenti alle parti comuni, furti nelle abitazioni, violenze personali ecc.) e solo dopo regolare denuncia alle autorità competenti e su esplicita richiesta scritta

 

Altro aspetto, poi, che non può essere trascurato è il tempo assai limitato di conservazione delle immagini.
Le immagini possono infatti essere conservate per 24/48 ore e massimo fino a 7 giorni: è l’amministratore che, in assemblea, dovrà preoccuparsi di far deliberare anche questo aspetto, verbalizzando il tempo massimo di registrazioni delle immagini dopo il quale dovranno essere cancellate o sovra scritte.
In parole povere, affrettatevi!

 

⇒ FOCUS. L’amministratore deve sempre predisporre un’informativa completa presso il suo studio circa le finalità per l’installazione delle telecamere, il tempo deliberato di conservazione delle immagini, l’indicazione del Responsabile del trattamento ecc., accessibile e resa disponibile a tutti i residenti del condominio e anche a chi è stato ripreso dalle telecamere seppur accidentalmente

 

Quindi caro W. …

 

Step. 1 Corri a presentare una denuncia contro ignoti (dal momento che non hai ancora identificato il colpevole), indicando in essa i danni riscontrati sul veicolo, il giorno del danneggiamento, l’eventuale presenza di telecamere nelle vicinanze e di testimoni della scena (passanti, proprietari di attività commerciali vicine ecc.). La denuncia-querela può essere effettuata oralmente o per iscritto e deve essere presentata entro tre mesi dal giorno in cui è avvenuto il misfatto.
Quindi, bando alle ciance, recati subito presso la Stazione di Polizia o dei Carabinieri più vicina a te.

 

Senza voler entrare troppo nel dettaglio (non è questo l’argomento di oggi, ma chissà!), si tenga ben presente che rigare o comunque danneggiare intenzionalmente un veicolo parcheggiato lungo una pubblica via o in un parcheggio pubblico – cioè “esposto alla pubblica fede” – è pur sempre un reato (articolo 635 del Codice penale), ed è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, a seguito della denuncia del proprietario del mezzo

Curiosità

Abbandonando l’area penale, quando il veicolo non si trova “esposto alla pubblica fede” ma è ricoverato in luogo privato (ad esempio, il parcheggio condominiale), l’unica possibilità è quella di adire il giudice civile, per far sì che l’autore dell’atto vandalico sia condannato al pagamento di una sanzione civile (compresa tra i 100,00 € e gli 8.000,00 €) per l’illecito commesso, oltre il risarcimento del danno.

Si tratta di avviare un procedimento civile – anziché penale – a carico del responsabile (con una c.d. citazione a giudizio), dimostrando la sua intenzionalità nel provocare il danneggiamento e provando i danni subiti.

Insomma, sporgere denuncia, controllare se nelle vicinanze sono presenti delle telecamere o se qualche passante o proprietario di attività commerciale vicina ha visto aggirarsi verso l’autovettura qualche soggetto con cattive intenzioni ecc. sono tutti accorgimenti che potranno essere utili per una futura, e molto probabile, causa in tribunale (tanto penale, quanto civile). 

 

Step 2. A questo punto, caro W., prepara una formale e specifica richiesta di accesso alle videoregistrazioni da presentare all’amministratore unitamente alla copia della tua denuncia. All’amministrazione deve essere fornita, se ti ricordi, la prova della ricezione, da parte delle Autorità di pubblica sicurezza, di denuncia o querela.
Peraltro, la copia della denuncia che sarà rilasciata dall’autorità giudiziaria ti servirà anche per avanzare richiesta di risarcimento del danno alla tua compagnia assicurativa (da inviare a mezzo raccomandata o posta elettronica certificata, magari insieme ad un preventivo per la riparazione dei danni rilasciato dal tuo carrozziere di fiducia).

 

⇒ FOCUS. 1. La richiesta da presentare all’amministrazione deve essere indirizzata al Condominio, nella persona dell’amministratore pro tempore; 2. Deve essere spedita a mezzo racc. A/R oppure via P.E.C. (posta elettronica certificata); 3. Oggetto: “Richiesta di accesso a registrazioni del sistema di videosorveglianza condominiale”; 4. Oltre ai propri dati personali, indicare sempre uno o più recapiti (numero fisso, numero mobile, posta elettronica ecc.); 5. Sintetica premessa sull’accaduto (ad esempio, “In data X il sottoscritto è stato vittima/ha subito/ha assistito agli eventi di seguito meglio specificati“; “Il sottoscritto è a conoscenza/è verosimile che detta vicenda è/sia stata ripresa dal sistema di videosorveglianza condominiale“; “La fascia oraria dell’accadimento del giorno X è orientativamente tra le ore […] e le ore […]”); 6. Richieste: “Le videoregistrazioni relative al suindicato giorno, dalle ore […] alle ore […], vengano integralmente consegnate alla seguente Autorità procedente” oppure ” […] allo scrivente, rendendo incomprensibili eventuali dati riferiti a terze persone identificate o identificabili“); 7. Allegati: – copia della denuncia/querela; – copia del proprio documento di identità. 8. Luogo, data e sottoscrizione

 

La presenza di telecamere di videosorveglianza in condominio risponde al bisogno di proteggere le singole abitazioni attraverso il controllo delle aree comuni della struttura in cui sono ubicate: al centro, dunque, c’è un bene comune. Tutelando tale “bene”, si salvaguardano le parti che lo compongono. 

W. ha subito un atto di vandalismo: un soggetto ha intenzionalmente danneggiato la sua auto parcheggiata nei pressi dello stabile ove risiede. E’ evidente che, oltre ad esserci un reato (c.d. “Danneggiamento aggravato” ex articolo 635 del Codice penale), c’è anche una situazione grave che si ripercuote sulla sicurezza dell’intero condominio: “Chi si sta aggirando con cattive intenzioni in zona?“.

Insomma, ci sono “tutte le carte in regola” affinché W., rispettati anche tutti gli adempimenti cartacei del caso (denuncia-querela, specifica richiesta di accesso alle videoregistrazioni ecc.) superi il netto rifiuto inizialmente oppostogli dall’amministratore di condominio, ottenga l’acquisizione delle immagini richieste e identifichi finalmente il responsabile (o i responsabili?!) dell’atto vandalico

 

MA…

 

Se non ci fosse stata alcuna situazione grave che minasse anche la sicurezza del condominio?  Se non ci fosse stato alcun reato, ma, ad esempio, un mero sinistro stradale? Ancora, se l’impianto di videosorveglianza fosse stato “comunale” a tutela della sicurezza urbana, anziché condominiale?

Come dico spesso, il diritto è bello perché vario.  

 

Sara Dealessandri, 16 maggio 2020. 

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