Udite Udite!

DOMANDA BONUS 600 EURO RESPINTA: SI’ AL RIESAME MA OCCHIO ALLE SCADENZE!

18 Giugno 2020

Quella messa in atto dal Governo per far fronte alla crisi COVID-19 è “una spiaggia di bonus”. 

 

Il c.d. “Bonus 600 Inps” è una misura messa a disposizione dal Decreto “Cura Italia” di metà marzo che ha stabilito la misura di un sostegno da 600 Euro per i lavoratori autonomi, partite IVA senza cassa e professionisti iscritti alle casse private (per questi ultimi solo se a basso reddito o che abbiano subito riduzione o cessazione della propria attività a causa dell’emergenza Coronavirus, in seguito alle disposizioni sulle restrizioni per contenere la diffusione della pandemia). 

 

Tale bonus è stato rinnovato per altri due mesi, con indennità di 600 Euro per aprile e 1.000 Euro per maggio. E’ quanto previsto dal recentissimo Decreto Rilancio che, nell’ottica di tutelare ad ampio spettro i lavoratori danneggiati dall’emergenza sanitaria, ha altresì esteso le agevolazioni ad ulteriori “nuove” categorie di lavoratori

 

Tasto dolente, l’erogazione dei benefici, che non sono soggetti ad imposizione fiscale (non concorrono, cioè, alla formazione del reddito), è affidata al nostro caro amico-nemico Inps

 

L’indennità di 600 Euro per il mese di marzo 2020 poteva essere richiesta entro il 03 giugno 2020.
A tal proposito, l’Inps ha già reso noto che <<è stata completata la prima fase di gestione delle domande e sono state pubblicate le motivazioni delle istanze respinte per non aver superato i controlli relativi all’accertamento dei requisiti previsti dalle relative disposizioni>>. 

Gli esiti di tutte le domande, sia che l’indennità sia stata erogata, sia che la domanda sia stata respinta, sono consultabili nella sezione del sito Inps denominata Servizio “Indennità 600 euro” alla voce “Esiti”. Si tratta, per intenderci, della stessa area in cui si è presentata la domanda. 

 

CHE COSA FARE IN CASO DI DOMANDA RESPINTA INGIUSTAMENTE?

 

In merito alle domande “Bonus 600 Euro” respinte l’Inps ha inviato tramite SMS (e non tramite lettera cartacea) le motivazioni della mancata erogazione dell’indennità. 

Come detto sopra, le motivazioni del rigetto della domanda si trovano altresì pubblicate nell’area “Esiti”, sul portale dell’Inps. 

Motivi di rigetto

Sulla base degli articoli 28, 29, 30 e 38 del Decreto c.d. “Cura Italia” i motivi di reiezione sono i seguenti:

presenza di un trattamento di pensione nel mese di marzo 2020;

percezione del reddito o pensione di cittadinanza nel mese di marzo 2020;

titolarità di un rapporto lavorativo dipendente (ove non consentito);

assenza di iscrizione all’AGO (Gestioni Autonome per commercianti e artigiani e soci di società) ove richiesta;

assenza di requisiti per i lavoratori dello spettacolo;

mancanza del requisito della qualifica di stagionale, oppure del requisito di appartenenza ai settori turismo e stabilimenti termali;

mancanza del requisito di cessazione involontaria per lavoratore stagionale del turismo e degli stabilimenti termali;

assenza del requisito delle 50 giornate di attività di lavoro nell’anno 2019 per gli operai agricoli a tempo determinato.

L’assenza di anche uno solo dei requisiti richiesti è comunque sufficiente a determinare il rigetto della domanda.

 

Per alcune domande l’Inps ha inviato esiti provvisori: il c.d. “preavviso di reiezione” ove si informa il cittadino che la sua domanda non è accoglibile, consentendogli comunque di portare all’attenzione dell’Istituto previdenziale elementi conoscitivi che possano determinare un supplemento di istruttoria per l’eventuale accoglimento della domanda stessa (insomma, non è ancora detta l’ultima parola!). 

Del resto, per alcune delle istanze per le quali sono presenti dati previdenziali alimentati sia dalle gestioni Inps che da Enti esterni (ad esempio, le Casse previdenziali private) è ben possibile che, al momento del controllo, il dato rilevato non sia consolidato, in ragione di attività amministrative o aggiornamento dati ancora in corso. 

 

 

A. RIESAME DOMANDA BONUS 600 EURO RESPINTA CON “PREAVVISO DI REIEZIONE”

In caso di richiesta dell’indennità da 600 Euro respinta con “preavviso di reiezione“, il lavoratore può presentare, sia direttamente con le proprie credenziali che tramite Patronato, un’istanza di riesame della pratica allegando anche documentazione che dovesse necessitare per il completamento e il buon esito dell’istruttoria.

L’istanza di riesame permette all’Inps di verificare le risultanze dei controlli automatici del sistema ed il rispetto dei requisiti di appartenenza a ciascuna categoria di lavoratori.

 

I tempi, però, sono molto stretti: la domanda di riesame insieme agli eventuali documenti deve essere inviata “entro e non oltre” 20 giorni dall’avvenuta conoscenza del preavviso di rigetto (per alcune domande già respinte la scadenza è il prossimo 20 giugno!)
Fate molta attenzione perché, se non fate e non producete nulla, la domanda si intenderà definitivamente respinta!

 

Come presentare la domanda

Per la domanda di riesame con “preavviso di reiezione” il lavoratore può inviare la domanda di riesame e l’eventuale documentazione attraverso il link “Esiti”, nell’apposita sezione del sito Inps dove si è presentata la domanda.

Bisogna quindi: accedere alla Sezione “Indennità 600 euro”; entrare nell’area “Esiti”; usare l’apposito strumento che provvede ad esporre i motivi di rigetto e consente di allegare i documenti richiesti per il riesame della pratica.

In alternativa, è possibile inviare la documentazione direttamente alla Struttura territoriale di competenza all’indirizzo di posta elettronica seguente: riesamebonus600.nomesede@inps.it (ad esempio, per Genova sarà riesamebonus600.genova@inps.it). 

 

Una volta ricevuta la richiesta di riesame, l’Inps procederà ad un supplemento di istruttoria e comunicherà l’esito via email e sul sito web nella sezione personale dell’interessato.
Se, anche in questo caso l’esito fosse negativo, c’è ancora la possibilità di proporre ricorso per via giudiziaria (ossia, si interpella l’Autorità Giudiziaria e si dà il via ad una vera e propria causa civile). 

 

 

B. RIESAME DOMANDA BONUS 600 EURO RESPINTA “SENZA PREAVVISO DI REIEZIONE”

E se l’Inps non è stato così buono da concedervi una sorta di “seconda possibilità”?!
Non disperate, il principio di autotutela ci viene in aiuto! 

Anche nel caso di richieste “Bonus 600 Euro” respinte “senza preavviso di reiezione” è possibile infatti inviareentro e non oltre 20 giorni dall’avvenuta conoscenza del rigetto – la domanda di riesame della pratica, avvalendosi però esclusivamente del seguente indirizzo di posta elettronica (specificando la Struttura territoriale di competenza):

riesamebonus600.nomesede@inps.it (ad esempio, per Genova riesamebonus600.genova@inps.it). 

 

L’Inps potrà approvare la domanda di riesame (e dunque erogare l’indennità richiesta) qualora emerga, anche a seguito di documentazione utile prodotta attraverso la casella istituzionale, che il provvedimento di diniego sia errato.

 

 

C. RIESAME D’UFFICIO.

Non è richiesta istanza di riesame nei casi in cui il bonus di 600 euro sia stato negato: 

♦ per titolarità di assegno ordinario di invalidità (a seguito del mutato orientamento);
per le domande dei lavoratori stagionali del settore turismo e stabilimenti termali, il cui esito negativo sia stato determinato dalla carenza del requisito della qualifica di stagionale nelle denunce mensili Uniemens (si tratta di una denuncia mensile che contiene le notizie che le aziende datrici di lavoro sono tenute a fornire riguardo i propri dipendenti);
per domande presentate erroneamente in una categoria di appartenenza sbagliata.  

In queste ipotesi è l’Inps che provvede d’ufficio (cioè di sua iniziativa) al riesame dell’istanza e, quindi, al riconoscimento del bonus.

 

 

PICCOLE NEWS SUI BONUS 600 EURO DI APRILE E 1.000 EURO DI MAGGIO…

 

Dall’08 giugno e per i successivi 30 giorni (dunque, fino all’08 luglio!) è possibile presentare domanda di accesso all’indennità di 600 Euro prevista per il mese di aprile 2020 qualora non la si fosse già ottenuta per il mese di marzo, nel qual caso il rinnovo per i mesi successivi è invece automatico

I lavoratori che hanno già presentato la domanda per la fruizione del c.d. “Bonus 600 Euro” per il mese di marzo 2020 e che, in accoglimento della domanda medesima, hanno percepito la predetta indennità, non devono presentare una nuova domanda ai fini di usufruire anche dell’indennità per il mese di aprile 2020.
In tali casi, infatti, l’indennità è erogata dall’Inps secondo le modalità di pagamento già indicate dal cittadino nella domanda presentata per il bonus del mese di marzo. 

 

Quanto al bonus 1.000 Euro di maggio 2020, al momento non è ancora possibile fare domanda (ne sapere quando e come si farà!).
Si attende un nuovo provvedimento che, presumibilmente, terrà conto sia dell’iter di conversione in legge del Decreto Rilancio e dell’eventuale accoglimento delle richieste di accedere al contributo a fondo perduto (alternativo all’indennità che ci interessa), sia della capienza dei fondi stanziati, considerato che a maggio il bonus dovrebbe salire, appunto, a mille euro. 

 

 

Ciò detto, cose da fare, nell’attesa, ne abbiamo: c’è chi deve sbrigarsi a presentare l’istanza di riesame perché ha ormai i giorni contati; c’è chi attende speranzoso l’esito positivo della domanda; c’è chi ancora deve presentare la domanda per il mese di aprile 2020; c’è chi ha appena ricevuto il messaggino di rigetto e sta iniziando a contare i fatidici 20 giorni sul calendario; e c’è chi poi, più serenamente, può dimenticarsi di tutte quante queste scartoffie!
Forza e coraggio!

 

Sara Dealessandri, 18 giugno 2020. 

Condividi:
18 Giugno 2020

TI POTREBBE ANCHE INTERESSARE…

L'Arte del dubbio

Per ricevere informazioni o chiarimenti sugli articoli del blog, per condividere con me la tua esperienza “giudiziaria” oppure per segnalarmi argomenti di interesse contattami via email
oppure scrivimi dal form qui sotto

Consenso trattamento dati

rimani sempre aggiornato
Privacy Policy
Cookie Policy
Share This