F.A.Q.

WORK AND PLAY: 16 DOMANDE VOSTRE E 16 RISPOSTE MIE SUL “NUOVO” BONUS BABY-SITTER E IL CONGEDO COVID-19 E… TUTTE LE ULTIME NOVITÀ INPS!

CIAK SI GIRA!

 

Lo scorso 15 giugno “L’Arte Del Dubbio” ha partecipato al ciclo “Interviste Equilibriste” diretto dalla meravigliosa e carismatica Emilia Pizzuto, fondatrice dell’omonima community tutta al femminile “Mamme Equilibriste”: “un luogo” virtuale, come ci dice la stessa Emi, “dove si può essere esattamente chi si vuole essere, imparare a lasciare il senso di colpa fuori la porta e a fare la mamma senza perdere la propria identità e diventare ciò che si è…al meglio!“. 

Con ospite anche la simpaticissima Chiara Venturoli, una professionista del baby-wearing, abbiamo chiacchierato su “come diventare mamme” sia una competenza che si acquisisce passo dopo passo (non si nasce imparate!), un viaggio con tante cose da scoprire, da imparare, da sapere… Compreso il come districarsi nel mare magnum delle misure di sostegno che il Governo offre alle famiglie di lavoratori: bonus baby-sitter, congedo parentale ordinario e straordinario, bonus asilo nido ecc. 

 

Le mamme che lavorano si trovano spesso a gestire le proprie famiglie con gli stessi sentimenti, nel fragile “equilibrio” tra vita lavorativa e vita familiare.
Ora, poi, più che mai: durante l’emergenza le italiane hanno lavorato in smart working, si sono prese cura della famiglia, hanno supplito alla chiusura delle scuole e, diciamocelo, si sono sostituite a un sistema di welfare un pò mal funzionante.
Bonus baby-sitter, congedo parentale straordinario, compatibilità e incompatibilità… Ma di che parliamo?!

 

Dal momento che gli interrogativi e le curiosità emersi durante l’intervista con la cara Emilia sono stati davvero molti (per non parlare, poi, dei successivi messaggi privati di molte mamme “ormai alla frutta”), ho deciso di renderVi tutti partecipi, condividendo ciò che può esserVi d’aiuto (16 domande Vostre e 16 risposte mie) e trovando insieme una soluzione (per maggiori approfondimenti, Ai posteri l’ardua sentenza: il “nuovo” bonus baby-sitter e il congedo di 30 giorni al 50% di paga del 04 giugno 2020).

 

GIRA LA RUOTA E… PUNTA SU DOVE SI FERMERÀ L’AGO!

 

D. Il “nuovo” bonus baby-sitter può essere utilizzato anche per pagare un parente, come il nonno che si occupa della nipotina? (Francesca M.)

Purché in salute e non facente parte dello stesso nucleo familiare del genitore richiedente (in tal caso, infatti, vige il principio di carattere generale della presunzione di gratuità delle prestazioni di lavoro rese in ambito familiare), il “nuovo” bonus baby-sitter può essere usato anche per pagare il nonno, o altri parenti, che aiutano nella gestione dei figli.
Insomma, se preliminarmente registrati sulla piattaforma delle “prestazioni occasionali” come prestatori di servizio (www.inps.it), nulla osta a che anche i nonni, zii, cugini e chi più ne ha ne metta usufruiscano di tale agevolazione e siano pagati tramite il c.d. Libretto Famiglia.

Ricordati, infatti, che il voucher baby-sitter è uno strumento per pagare una prestazione di lavoro occasionale (nello specifico, la gestione dei bambini) tramite, appunto, il Libretto Famiglia. 

Oggi più che mai far entrare in casa un estraneo porta complicazioni a livello sanitario.

 

D. Se la/il baby-sitter percepisce una pensione d’invalidità di circa 300 Euro, questa circostanza potrebbe impedire l’accoglimento della richiesta del “nuovo” bonus baby-sitter? (Francesca M.)

Assolutamente no. La provvidenza economica che la/il baby-sitter sta già percependo non è di alcun ostacolo né alla fruizione del bonus da parte del genitore richiedente (la domanda può essere presentata in tutta serenità), né al ricevimento del pagamento per la/il baby-sitter.
Conforta, a tal proposito, l’articolo 54-bis del Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50 (coordinato con il testo della Legge di conversione 21 giugno 2017, n. 96, “Disciplina delle prestazioni occasionali. Libretto di Famiglia. Contratto di prestazione occasionale“) che annovera anche i “titolari di pensione di vecchiaia e di invalidità” tra coloro che possono prestare lavoro occasionale. 

Semmai, cambierà l’importo netto spettante alla/al baby-sitter.
A titolo informativo, il costo lordo per un’ora di lavoro resa in regime di Libretto di Famiglia è di 10 Euro, equivalenti a 8 Euro netti perché decurtati di:
contributi Inps pari a 1,65 Euro;
premio Inail pari a 0,25 Euro;
oneri gestionali pari a 0,10 Euro. 

 

D. Chi riceve il pagamento tramite il c.d. Libretto Famiglia l’anno prossimo nel 730 dovrà dichiarare quanto percepito e quindi potrebbe avere un possibile aumento di reddito oppure può anche non dichiarare? (Francesca M.)

Parola chiave “esonero dalla dichiarazione dei redditi”. Per questa tipologia di attività (prestazioni di lavoro occasionale, appunto) è prevista la possibilità di essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi per i soggetti che hanno percepito redditi da prestazione occasionale sotto i 4.800 Euro lordi. E il “nuovo” bonus baby-sitter è ben sotto tale soglia (valore complessivo erogabile dall’Inps 1.200 Euro o 2.000 Euro per alcune categorie di genitori lavoratori). 

Quindi, quanto percepito dalla/dal baby-sitter in occasione del servizio può non essere indicato in dichiarazione: vi è una specifica detrazione che abbatte (ed azzera) totalmente l’imposta dovuta. 

 

D. La somma di 1.200 Euro prevista per il “nuovo” bonus baby-sitter è da intendersi tale per ciascun figlio, oppure prescinde dal numero dei minori destinatari? (Silvia C.)

Il “nuovo” bonus baby-sitter, che è diverso da altre agevolazioni per le famiglie (ad esempio, il bonus asilo nido), spetta nel limite massimo complessivo di 1.200 Euro o 2.000 Euro (personale sanitario pubblico e privato accreditato; Forze dell’ordine), per tutti i minori fino a 12 anni presenti nel nucleo familiare. 

L’importo indicato è quello massimo ottenibile per nucleo familiare e andrà diviso qualora vi siano più destinatari. Se nel nucleo familiare sono presenti più figli di età non superiore a 12 anni, sarà possibile ottenere il bonus relativamente a tutti i minori (presentando più domande, una per ciascun figlio), ma l’importo complessivo rimarrà lo stesso: 1.200 Euro o 2.000 Euro. 

In sostanza, puoi avere 1, 2, 3… 8 figli di età non superiore a 12 anni che comunque l’Inps ti erogherà sempre e comunque una somma massima di 1.200 Euro o 2.000 Euro, a seconda dei casi. Se, ad esempio, il beneficio viene richiesto per 2 figli, il genitore richiedente deve indicare 2 importi parziali (ad esempio, figlio A: 350 Euro; figlio B: 850 Euro) che, sommati, non devono superare i 1.200 o 2.000 Euro. 

 

D. Mia figlia di 5 anni ha appena iniziato a frequentare il centro estivo ma io ho ormai presentato domanda all’Inps per il servizio di baby-sitting, anziché per pagare i servizi ricreativi offerti dai centri estivi: cosa faccio? (Anna G.)

In alternativa al bonus per il servizio di baby-sitting, da utilizzare mediante il c.d. Libretto Famiglia, il recentissimo Decreto Rilancio ha previsto la nuova possibilità di optare, per una parte o per tutto l’importo spettante, per una somma che verrà accreditata direttamente al genitore richiedente, per la comprovata iscrizione ai centri estivi, servizi integrati per l’infanzia, servizi socio-educativi territoriali, centri servizi per la prima infanzia ecc. 

La scelta su “come” impiegare il “nuovo” bonus baby-sitter (servizi di baby-sitting e/o iscrizione ai centri estivi) è fatta all’inizio della compilazione della domanda ed è irrevocabile.
Pertanto, il consiglio è quello di non richiedere mai l’importo massimo di 1.200 o 2.000 Euro per il solo servizio di baby-sitting o per il solo pagamento della quota di partecipazione ai centri estivi perché, così facendo, ti precludi uno dei due servizi.

Piuttosto, facendo bene i calcoli, “spartisci” in due (o più) parti l’importo complessivo ottenibile dall’Inps di 1.200 Euro o 2.000 Euro così da pagare sia le prestazioni lavorative della/del baby-sitter (tramite il c.d. Libretto Famiglia), sia i servizi ricreativi offerti dai centri estivi.

 

D. Il “nuovo” bonus baby-sitter, quindi, può essere richiesto (sino ad un massimo di 1.200 Euro per nucleo familiare) sia per il servizio di baby-sitting, sia per la partecipazione ai centri estivi? (Anna G.)

L’importo complessivo di 1.200 Euro o 2.000 Euro (per alcune categorie di lavoratori) non deve essere necessariamente impiegato in tutta la sua cifra per il pagamento o del servizio di baby-sitting o dell’iscrizione ai centri estivi.
Una parte di questa somma (che decide il genitore richiedente) può essere destinata a retribuire il servizio reso dalla/dal baby-sitter tramite il c.d. Libretto Famiglia e un’altra parte erogata direttamente al richiedente per pagare la documentata partecipazione (qui la somma viene parametrata ai periodi di frequenza) ai servizi integrativi per l’infanzia.

 

D. E’ possibile usufruire del “nuovo” bonus baby-sitter per l’iscrizione a più e diversi centri estivi? (Sara B.)

Si, è possibile presentare più domande (ciascuna dovrà riportare il C.F. o la partita IVA del centro estivo e la tipologia della struttura) per periodi diversi in caso di iscrizione successiva del bambino anche presso altre strutture.
L’importante è che, dell’importo complessivo di 1.200 o 2.000 Euro ottenibili per nucleo familiare, residui ancora una somma sufficiente per richiedere il pagamento anche delle nuove e ulteriori iscrizioni!

In caso di scelta del bonus per l’iscrizione al centro estivo o ai servizi integrativi per l’infanzia, il genitore richiedente deve allegare alla domanda di prestazione la documentazione attestante l’iscrizione ai suddetti centri e strutture (ad esempio, fatture, ricevute di pagamento o di iscrizione ecc.) che offrono servizi integrativi per l’infanzia, indicando i periodi di iscrizione del minore (non oltre la data del 31 luglio 2020), con un minimo di una settimana e l’importo della spesa da sostenere

 

D. C’è incompatibilità tra le nuove agevolazioni (“nuovo” bonus baby-sitter e congedo COVID-19) e i giorni di permesso retribuito per Legge 104/1992? (Maria D.)

Sia il “nuovo” bonus baby-sitter (in entrambe le sue versioni), sia il congedo parentale straordinario sono compatibili e, dunque, cumulabili con i giorni di permesso retribuito per Legge 104/1992

A tal ultimo proposito, il recentissimo Decreto Rilancio permette ai lavoratori di usufruire di ulteriori 18 giorni (fruizione a ore o giornate) di permesso Legge 104/1992 per i mesi di maggio e giugno 2020. I permessi valgono sia per lavoratori con disabilità personale che per assistenza a familiari disabili.
Già nel mese di marzo e aprile nel Decreto c.d. “Cura Italia” i giorni di permesso erano aumentati a 18. Con il Decreto Rilancio spettano altri 18 giorni così fruibili:
3 giorni ordinari a maggio;
3 giorni ordinari a giugno;
12 giorni tra maggio e giugno.

 

D. Se un genitore ha già usufruito del bonus baby-sitter da Euro 600,00 per il mese di marzo/aprile, ora in automatico gli spetta anche il nuovo importo da 1.200 Euro? (Elisabetta M.)

Attese le nuove regole introdotte dal recentissimo Decreto Rilancio (ad esempio, l’utilizzo del bonus baby-sitter per pagare anche la comprovata partecipazione del figlio ai centri estivi ecc.), al fine di usufruire nuovamente del voucher il genitore richiedente deve presentare una nuova apposita domanda. Non vi è nulla in automatico.
Dal 06 giugno è possibile presentare la domanda per il bonus baby-sitter nella sua versione “nuova” e “potenziata”. 

La misura del bonus è raddoppiata rispetto a quanto previsto precedentemente. La somma è passata, infatti, da 600 Euro a 1.200 Euro, ma solo per chi non l’ha già ricevuta gli scorsi mesi.
Ciò significa che le categorie di lavoratori che sono state destinatarie di questo aiuto nella versione originaria da 600 Euro potranno sì richiedere nuovamente il bonus per i servizi di baby-sitting oppure per i servizi integrativi per l’infanzia, ma “solo” per l’importo maggiorato (ossia, altri 600 Euro così da raggiungere e non superare la nuova soglia complessiva di € 1.200). 

 

D. Bonus asilo nido e “nuovo” bonus baby-sitter: ci sono delle incompatibilità? (Giuliana G.)

Per quanto riguarda il “nuovo” bonus baby-sitter richiesto per i servizi di baby-sitting, l’Inps ha chiarito che vi è assoluta compatibilità e, dunque, è cumulabile con il bonus asilo nido 2020 disponibile dal 2017, di importo annuale compreso tra i 1.500 e 3.000 Euro in base all’Isee minorenni.

L’erogazione del bonus asilo nido avviene, infatti, in base all’effettivo sostenimento dell’onere di pagamento della retta da parte del genitore richiedente, tenuto poi a presentare i documenti giustificativi della spesa; non è richiesta la documentazione attestante l’effettiva frequenza del minore presso l’asilo nido.
Resta fermo, pertanto, il diritto a percepire il rimborso per il pagamento della retta dell’asilo per le mensilità riferite al periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia (dal 05 marzo 2020 al 31 luglio 2020)

 

Viceversa, qualora il “nuovo” bonus baby-sitter sia utilizzato per la frequenza ai centri estivi ecc., la misura diviene allora incompatibile, negli stessi periodi, con la fruizione del bonus asilo nido.
Pertanto, laddove le mensilità di giugno e luglio del bonus asilo nido siano già state prenotate nell’apposita sezione le stesse mensilità non saranno rimborsate, dando priorità alla prestazione legata all’emergenza, che risulta più favorevole al genitore. 

 

D. “Nuovo” bonus baby-sitter e cassa integrazione: può spiegarmi meglio? (Alessandra V.)

Il “nuovo” bonus baby-sitter (così come il congedo COVID-19) non è fruibile se nel nucleo familiare uno dei due genitori è a sua volta in congedo COVID-19, disoccupato o non lavoratore, se percettore al momento della domanda di qualsiasi beneficio di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (ad esempio, Naspi, cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga ecc.).

Con la circolare 17 giugno 2020, n. 73, l’Inps ha tuttavia integrato le informazioni precedentemente fornite e ha chiarito la compatibilità del “nuovo” bonus baby-sitter con la cassa integrazione.
La norma stabilisce l’incompatibilità a fronte di sostegno per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa. Dato che la “sospensione” per definizione è a zero ore, il bonus è compatibile con la cassa integrazione per riduzione di orario giornaliero o a giornata. Cioè può essere fruito se l’altro genitore ad esempio lavora 4 ore invece di 8, oppure nei singoli giorni in cui svolge l’attività

 

D. A luglio mio marito è in ferie due settimane: possiamo comunque richiedere, per quello stesso periodo, il “nuovo” bonus baby-sitter per il pagamento dell’iscrizione al centro estivo? (Annalisa M.)

Assolutamente si. Sia il congedo parentale straordinario, sia il “nuovo” bonus baby-sitter (in entrambe le sue versioni) sono compatibili con la contemporanea (negli stessi giorni) fruizione di ferie dell’altro genitore appartenente al nucleo familiare.

Preciso, inoltre, che la modalità di lavoro agile (c.d. smart working) è divenuta la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa. Quindi, le due agevolazioni possono spettare anche in caso di lavoro agile da parte del richiedente e dell’altro genitore lavoratore, nonché in caso di congedo di maternità, ferie e congedo parentale ordinario.

 

D. E’ possibile usufruire sia del “nuovo” bonus baby-sitter, sia del congedo parentale straordinario (c.d. congedo COVID-19)? Cioè sono cumulabili tra loro? (Chiara S.)

Le due misure di sostegno per le famiglie di lavoratori sono tra loro “in alternativa” e, dunque, non cumulabili.

Tuttavia, tenuto conto dell’esigenza dei genitori lavoratori di poter ricorrere al bonus in questione, nonostante abbiano già fruito del congedo COVID-19, l’Inps ha recentemente chiarito che le due misure, pur restando alternative tra loro, sono parzialmente cumulabili a certe condizioni

Nella prima versione il bonus, introdotto dal Decreto c.d. “Cura Italia” di metà marzo insieme al congedo parentale straordinario, era incompatibile con quest’ultimo, la cui durata massima era di 15 giorni. Quindi un genitore poteva chiedere o 15 giorni di congedo o 600 Euro/1.000 Euro di bonus per i servizi di baby-sitting, senza poter alternare i due strumenti.

Ora l’Inps consente una parziale compatibilità, ossia:
chi ha già fruito di 15 giorni di congedo COVID-19, può chiedere anche il bonus baby-sitter ma fino ad un importo massimo di 600 o 1.000 Euro a seconda della categoria di appartenenza. In pratica si può prendere metà congedo (15 giorni su 30 consentiti) e metà bonus (600 Euro invece di 1.200; 1.000 Euro invece di 2.000);
chi ha già richiesto più di 15 giorni di congedo, invece, non può fare retromarcia e può solo usare il periodo di congedo rimanente;
infine, chi non ha ancora utilizzato nessuna delle due misure di sostegno può ottenere fino a 1.200 o 2.000 Euro di bonus.

A questo punto, il limite complessivo dell’importo di 1.200 o 2.000 Euro deve essere verificato tenendo conto:
sia della somma eventualmente già utilizzata dal nucleo familiare nella prima fase dell’emergenza;
sia, alla luce dei recentissimi chiarimenti, del congedo COVID-19 eventualmente già richiesto e autorizzato in detta fase.

 

D. Vi è un termine entro cui devono essere comunicate all’Inps le prestazioni svolte dalla/dal baby-sitter? (Alice A.)

Fermo restando che il “nuovo” bonus baby-sitter (sia per il servizio di baby-sitting, sia per l’iscrizione ai servizi integrativi dell’infanzia) è fruibile fino al 31 luglio 2020, le prestazioni da retribuire svolte dal 05 marzo 2020 (giorno in cui le scuole sono state chiuse a livello nazionale) al 31 luglio 2020 possono essere comunicate dal genitore richiedente entro il 31 dicembre 2020.
Ad esempio, il genitore richiedente potrà comunicare le prestazioni svoltesi nel mese di maggio anche il 03 dicembre 2020. 

E’ bene ricordare che nella disciplina del c.d. Libretto Famiglia la norma istitutiva non ha previsto la possibilità di revoca o la modifica delle prestazioni, essendo le stesse inserite dopo il loro effettivo svolgimento.
Le prestazioni, una volta comunicate attraverso la piattaforma delle prestazioni occasionali, vengono disposte per il pagamento e non possono essere modificate

 

Ciò di cui non bisogna assolutamente dimenticarsi, invece, è l’appropriazione telematica dei soldi!
In sostanza, il genitore richiedente che ha superato tutti gli ostacoli, prima ha fatto domanda, poi ha aspettato che venisse accettata, poi ha aperto il portafoglio elettronico virtuale, deve appropriarsi dei soldi. Il bonus, infatti, non arriva in automatico ma il genitore deve cliccare su “appropriazione” nel proprio Libretto Famiglia entro 15 giorni dall’accoglimento della domanda altrimenti rischia di perderlo definitivamente. 

 

D. Lavoro come dipendente in una azienda privata. Quando il 05 marzo  le scuole sono state chiuse a livello nazionale io stavo già sfruttando il congedo parentale ordinario; l’Inps, di conseguenza, ha convertito d’ufficio (senza che io presentassi apposita domanda) i giorni di congedo parentale ordinario in quelli di congedo COVID-19. E se io avessi voluto rinunciare al congedo e chiedere il “nuovo” bonus baby-sitter? (Cristina N.)

Atteso che molte sono state le domande presentate all’Inps per avere una “ritrasformazione” del congedo parentale straordinario in ordinario al fine di poter così richiedere il “nuovo” bonus baby-sitter (fermo restando il conguaglio in busta paga!), con la circolare 17 giugno 2020, n. 73, l’Inps ha precisato che non è possibile rinunciare ai periodi di congedo COVID-19 effettivamente fruiti. Analogamente, non è possibile richiedere l’annullamento della conversione in congedo COVID-19 dei periodi di congedo parentale ordinario di cui sia già avvenuta la fruizione.

 

D. Avendo un figlio di 15 anni ho diritto ad un congedo non retribuito per tutta la durata della chiusura delle scuole. Che cosa significa, però, che tale congedo non mi dà diritto alla contribuzione figurativa? (Carola F.)

Carissima Carola, quando il lavoratore si assenta dal posto dal lavoro (ad esempio, per infortunio, malattia ecc.), il datore di lavoro non versa i corrispondenti contributi previdenziali all’Inps. 
Tale diritto è garantito direttamente dall’Inps attraverso la c.d. contribuzione fittizia. Quest’ultima serve a tutelare il lavoratore che si trova in una posizione debole a non essere penalizzato a fini pensionistici evitando di allontanare la data del pensionamento

Pur avendo diritto alla conservazione del posto di lavoro ed il divieto di licenziamento, la tua assenza dal lavoro giustificata non farà versare contributi a fini pensionistici. 

 

 

L’Arte Del Dubbio” lo sa bene che “accettando l’incertezza, l’errore, il dubbio è possibile osservare più in profondità, cogliere le sfumature e i dettagli, porre nuove domande, anche paradossali e dunque allargare i confini della conoscenza e della consapevolezza” (Gianrico Carofiglio, La misura del tempo). 

Dopo questa carrellata di “botta e risposta”, lascio a Voi l’ultima parola (per maggiori approfondimenti, Ai posteri l’ardua sentenza: il “nuovo” bonus baby-sitter e il congedo di 30 giorni al 50% di paga del 04 giugno 2020). 

 

Sara Dealessandri, 23 giugno 2020. 

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