Udite Udite!

SI’, LO VOGLIO. TUTTE LE “VOCI DI CORRIDOIO” SUL BONUS MATRIMONIO 2021.

2 Luglio 2020

Cari futuri sposi, a cavallo tra il 2020 e il 2021 e reduci dalla tempesta del Coronavirus, oggi voglio darvi una interessante notizia riguardante gli aiuti finanziari che lo Stato ha stanziato nel settore nuziale“. 

 

Oltre al turismo, agli spettacoli, alla ristorazione ecc. il COVID-19 ha altresì scombussolato i piani di molte coppie che avevano programmato di salire sull’altare quest’anno.
Un pò per paura, un pò perché un ricevimento senza selfie di gruppo e relazioni non è all’altezza delle loro aspettative, migliaia di futuri sposi hanno rimandato tutto a tempi migliori

Noi donne, poi, che sogniamo e progettiamo questo giorno da quando siamo bambine non vogliamo proprio viverlo con restrizioni e mascherine…

 

Dovete sapere (e, forse, lo sapete già!) che nell’ultimissimo Decreto Rilancio è stato inserito il Bonus matrimonio (il nome dice tutto), un emendamento che, se sarà approvato, permetterà a chi si sposa nel 2021 di chiedere il rimborso di alcune spese per la cerimonia e il ricevimento.

Curiosi?!
Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere! 

 

LE NOZZE DEVONO AVVENIRE IN ITALIA DAL 01° GENNAIO 2021 PER UNA SPESA MASSIMA DI 25.000 EURO.

 

Il Bonus matrimonio che non deve essere confuso con il c.d. “congedo matrimoniale” erogato sotto forma di assegno, è un aiuto finanziario destinato agli sposi per coprire le spese collegate alla celebrazione del matrimonio

A decorrere dal primo gennaio 2021 per le spese esclusivamente sostenute e pagate in Italia per pagamenti connessi alla celebrazione del matrimonio, agli sposi spetta una detrazione fiscale dell’imposta lorda (cioè l’imposta calcolata) nella misura del 25% delle spese fino ad un ammontare complessivo non superiore a 25.000 Euro.
La parte eccedente questa cifra, rimarrà fuori dal Bonus!

 

Il congedo matrimoniale

Il c.d. congedo matrimoniale (che non tutti conoscono e sanno di avere) è un periodo retribuito riconosciuto al lavoratore in occasione del proprio matrimonio o dell’unione civile.

Consiste in un periodo di astensione dal lavoro pari a 15 giorni. E’ importante ricordare che i giorni di congedo matrimoniale devono essere fruiti consecutivamente, cioè non possono essere frazionati. Una sentenza della Suprema Corte di Cassazione ha poi chiarito che i giorni di congedo possono anche non essere immediatamente consecutivi al matrimonio, purché, ovviamente temporalmente vicini a questo.

Per alcune tipologie di lavoratori (operai dipendenti da aziende industriali, artigiane ecc.) il congedo viene retribuito mediante un assegno a carico dell’Inps.

 

 

E I REQUISITI PER AVERE IL BONUS?

 

Il Bonus matrimonio è destinato a tutti gli sposi che decidono di sposarsi dal 01° gennaio 2021 e al momento l’unico requisito è che gli sposi possano dare prova delle spese sostenute e pagate in Italia per tutto quello che riguarda la cerimonia, sia civile che religiosa, e l’organizzazione del matrimonio.

Insomma, sarà fondamentale, per poter beneficiare di questo aiuto, conservare la documentazione (ad esempio, ricevute, fatture ecc.) di ogni spesa sostenuta per il matrimonio: 

♦ l’abito della sposa e dello sposo;
acconciatura e trucco;
servizio fotografico;
catering e servizio ristorazione;
il costo dell’eventuale wedding planner;
affitto dei locali;
addobbi floreali ecc.

 

A conti fatti per i neo sposi il matrimonio costerà un quarto in meno perché ci sarà la possibilità di recuperare in detrazione il 25% dell’imposta lorda sulle spese. 

 

Cosa dice l'emendamento proposto

Più nel dettaglio, come chiarisce il testo del nuovo articolo 122-bis in discussione alla commissione bilancio della Camera, l’agevolazione fiscale consiste in una detrazione “dall’imposta lorda nella misura del 25 per cento delle spese fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 25.000 euro“, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo.

I costi stimati per questo provvedimento sarebbero circa 200 milioni di Euro. Spese che potrebbero essere coperte grazie alla “corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo per il reddito di cittadinanza“.

 

 

Il Bonus matrimonio 2021 è un’iniziativa che certamente viene incontro alla necessità della famiglia, consentendo ai futuri sposi di ammortizzare i costi delle nozze… ma è un incentivo che spinge le coppie a bloccare l’evento, rimandando tutto al prossimo anno così che possono risparmiare sulle spese. 

Cosa ne pensano le aziende e i lavoratori del settore wedding che si trovano a fare i conti con dipendenti, fornitori e bollette da pagare?! 

Pensiamo ad un atelier che confeziona abiti da sposa e abiti sartoriali femminili per cerimonie.
La cliente, generalmente, non paga tutto in anticipo: lascia un acconto e versa la somma finale alla consegna del prodotto.

Ora però tutte le coppie stanno rimandando il matrimonio al prossimo anno, quindi le lavorazioni sono in stand-by e il compenso pattuito tarda ad arrivare

 

Per non parlare poi di tutte quelle coppie che continuano a mantenere la data nel 2020 e dicono che non è giusto: l’incentivo dovrebbe estendersi anche a loro che, a maggior ragione, stanno sostenendo l’economia adeguando l’evento alle complicate regole e restrizioni dettate dal Governo.

 

Ad oggi si tratta di una proposta di emendamento e non sappiamo ufficialmente quando potrà essere operativo il Bonus matrimonio e se, ad esempio, saranno ammesse le spese sostenute nel 2020 per il matrimonio del 2021.
Per avere notizie ufficiali non ci resta che aspettare – a breve – la conversione in legge del Decreto Rilancio: ormai lo abbiamo capito che il 2020 è l’anno delle “grandi attese”.

Vi terrò aggiornati!

 

Sara Dealessandri, 02 luglio 2020. 

 

 

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2 Luglio 2020

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