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CAN I TAKE A PHOTO? FOTOGRAFIA DI STRADA E PRIVACY: UN BEL GUAZZABUGLIO.

24 Agosto 2020

Complici gli smartphone, siamo sempre più portati a fare foto e video ovunque ci troviamo, riprendendo paesaggi, amici e molto spesso anche persone sconosciute, per poi postare il materiale sui social network

Hai mai pensato a quante volte, senza volerlo, sei “entrato” in una foto scattata da altri a monumenti, strade, musei, cortei ove ti trovavi?
Se un tempo gli scatti restavano dentro gli album fotografici di famiglia, ora il tuo volto è facilmente da qualche parte su internet

 

LA STREET PHOTOGRAPHY. Occuparsi di street photography significa ritrarre con la macchina fotografica scene e soggetti ignari, rivelando l’assurdo, il bello e il drammatico della vita quotidiana.

 

Uno dei principali piaceri della street photography è che ci si può dedicare ad essa praticamente ovunque e in qualsiasi momento: nel tragitto per andare al lavoro, durante la pausa pranzo, in vacanza, mentre si va a fare la spesa ecc.  

 

 

Posso fare fotografie in ambienti pubblici?

In questo articolo cercherò di riassumere cosa prevede la legge per quanto riguarda le foto per strada e la privacy così da non doverti più preoccupare di niente e, soprattutto, di nessuno! 

Spesso non si pensa alle conseguenze o semplicemente si ignora che la legge prevede delle limitazioni a tutela della privacy altrui. 

 

 

A. FOTOGRAFARE PERSONE IN LUOGHI PUBBLICI O APERTI AL PUBBLICO.  

Ci crederesti se ti dicessi che non ci sono leggi che ti proibiscono di scattare o filmare persone sconosciute quando queste si trovano in luoghi pubblici o all’aperto?
Chi si reca in questi luoghi accetta implicitamente il “rischio” di essere immortalato. 

 

LUOGO PUBBLICO. Per luogo pubblico si intende ogni luogo aperto al pubblico (anche con biglietto) che sia dello Stato e/o del demanio (strade, piazze, montagne, spiagge, monumenti ecc.). 

 

LUOGHI APERTI AL PUBBLICO. I luoghi aperti al pubblico sono invece luoghi privati dove è consentito l’accesso a determinate condizioni (biglietto, orario d’apertura ecc.), in questi posti è possibile fotografare solo se non diversamente specificato. 

Proprietà pubblica e proprietà privata

Per incominciare a conoscere i tuoi diritti, devi sapere cosa si intende con fotografare “in luogo pubblico o aperto al pubblico”. Il punto esatto dove ti trovi nel momento in cui scatti una fotografia ha un’importanza decisiva sulla tua posizione legale.

Se ti trovi in una proprietà pubblica puoi fotografare qualunque cosa desideri (presta attenzione, però, ad installazioni militari, carceri ecc.). Se vuoi scattare fotografie in una proprietà privata – per esempio nei centri commerciali – di solito è necessaria invece un’autorizzazione.

La difficoltà maggiore è definire il confine tra proprietà privata e luogo pubblico.

Le gigantesche aree commerciali, con tutti i loro spazi “pubblici” quali piazze, corridoi, scalinate, sono sempre proprietà private. Quindi come sapere se ci si trova in una proprietà pubblica o in una proprietà privata?

Ebbene, è spesso difficile rendersene conto. Se hai dubbi, vale la pena scattare comunque. Fallo partendo dal presupposto che se non è consentito fotografare te lo diranno subito… Eventuali sorveglianti ti piomberanno addosso in men che non si dica e ti diranno di smettere di fotografare oppure di andartene. 

Tieni presente, comunque, che non sono autorizzati a toccarti e non possono – in nessuna circostanza – chiederti di vedere le fotografie che hai scattato e cancellarle

 

Il problema sorge quando quella foto vai a pubblicarla in internet (social network, ma anche su un tuo profilo privato aperto al pubblico) oppure su riviste, all’interno di mostre o, in generale, in qualsiasi luogo che non sia casa tua. 

 

Ti dirò di più.
In Italia puoi fotografare in un luogo pubblico o aperto al pubblico sia persone comuni sia agenti di polizia (purché senza intralciarli!), negozianti, celebrità ecc.
Diverso è invece il discorso riguardante l’utilizzo successivo di quelle immagini. 

Quali soggetti è permesso fotografare all'estero?

Quando sei all’estero, dovresti sempre informarti sulle leggi locali.

Nel Regno Unito le leggi sulla privacy sono ragionevolmente restrittive e si basano sul concetto che “chiunque ha diritto alla propria vita privata e familiare“.

In Francia scattare o pubblicare immagini di una persona senza il suo permesso è illegale.

In Germania vige il “diritto alla propria immagine” che punta a trovare una via di mezzo tra la privacy di una persona e la libertà di espressione.

Altri paesi hanno un approccio ancor più rigido. In Ungheria, per esempio, stai tecnicamente infrangendo la legge se scatti una fotografia e qualcuno capita nell’inquadratura: il nuovo codice civile proibisce di scattare una fotografia senza il permesso di ogni singolo soggetto ritratto.

Dunque se sei in un paese che non conosci a fondo, vale sempre la pena di essere estremamente attenti alle norme di comportamento prima di avventurarti in strada con la tua macchina fotografica. 

 

Quindi, ricapitolando, in quasi tutti i paesi puoi scattare in luoghi pubblici o aperti al pubblico, anche senza censurare il viso delle persone, a patto che le fotografie rimangano in un ambiente privato e non vengano condivise pubblicamente in nessun modo con altre persone!

 

 

GLI SPIONI NON SONO AMMESSI!

“Chi fa la spia non è figlio di Maria, non è figlio di Gesù e quando muore va laggiù… va laggiù da quell’ometto che si chiama diavoletto!

 

Se è vero che scattare una foto o filmare degli sconosciuti in un luogo pubblico o all’aperto non può certo essere considerato reato, tuttavia le cose cambiano quando le persone si trovano nel loro domicilio o in altri luoghi dove si svolge la vita privata.

Ancora più grave la condotta di colui che mette in atto veri e propri pedinamenti, fotografando continuamente il soggetto per captare le abitudini di quest’ultimo violando, in tal modo, il diritto alla privacy

 

In tali ipotesi si configura il reato di illecita interferenza nella vita privata di cui all’articolo 615-bis del codice penale che punisce con la reclusione da sei mesi a quattro annichiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata […]. Alla stessa pena soggiace […], chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini […]”. 

Anche perché, diciamocelo, a chi piacerebbe essere immortalato da uno sconosciuto mentre, che ne so, sta pulendo casa in mutande e cantando a squarciagola?! 

 

 

B. QUANDO SI PUÒ PUBBLICARE UNA FOTO DI STRADA CHE RITRAE PERSONE (non negarlo, è ciò che stavi aspettando).

Come sempre, è tutta una questione di scelta : che cosa ci vuoi fare con quella tua foto?

 

Quando fotografi all’aperto, puoi pubblicare in internet o dove ti pare fotografie che hanno queste caratteristiche:

♦ non contengono volti di persone riconoscibili attraverso la foto scattata;

non contengono foto di luoghi “sensibili”, come basi militari (il divieto di scattare fotografie è, di solito, segnalato da appositi cartelli);

le persone sono riconoscibili ma non sono determinanti nell’economia della foto;

la foto è usata esclusivamente a scopo culturale (un reportage per una mostra può ben essere definito scopo culturale, ma bisognerà dimostrare che sei un autore accreditato di quella mostra!).

 

Per non commettere un illecito è, dunque, sufficiente che i passanti non siano riconoscibili o, quantomeno, non siano l’oggetto principale della fotografia (del resto, se così non fosse, in nessuna strada o piazza si potrebbe scattare una foto a meno che non sia completamente deserta, il che è praticamente impossibile!).  

 

Vediamo insieme qualche caso particolare

 

 

FOTOGRAFIE FATTE A PERSONE FAMOSE. 

In caso tu stia fotografando un personaggio pubblico – volto dello spettacolo, del cinema, della televisione, politico, scienziato ecc. -, un c.d. VIP, allora potrai utilizzare la fotografia senza il previo consenso del soggetto ritratto a patto che non sia di tipologia promozionale (accostamento di un personaggio ad un brand) e che non ne leda il decoro, l’onore e la reputazione

Per le persone famose (oggi anche i blogger!) vige, infatti, una privacy più attenuata. 

Non dimenticarti che lo scatto deve essere effettuato sempre in luoghi pubblici o luoghi aperti al pubblico: insomma, evita di fare il paparazzo di turno che senza remore si intrufola nei camerini degli attori! 

 

 

♥ FOTOGRAFARE I MINORI. 

Scattare fotografie ai bambini altrui è una questione spinosa.
Se i bambini fanno parte di un più ampio gruppo di soggetti, non necessariamente avrai dei problemi, ma se sono il soggetto principale dello scatto è meglio parlare con i loro genitori e spiegare cosa stai facendo prima di metterti a scattare. 

In via teorica, puoi fotografare minori presenti in ambienti pubblici e pubblicarle a patto che non siano riconoscibili in volto

In caso tu voglia utilizzare la fotografia all’interno del tuo sito, di canali social o altro, dovrai avere l’autorizzazione scritta di entrambi i genitori (o di chi ne eserciti la patria potestà).
Non è sufficiente il permesso di uno solo di essi. 

Web e minori

In questo clima di incertezza, il diritto pone alcuni punti fermi:

il minore ha diritto a che la propria immagine non venga esposta, divulgata o comunque pubblicata;

tale diritto appartiene al minore ma viene congiuntamente esercitato da entrambi i genitori nell’interesse del minore stesso;

il mancato consenso di uno dei due genitori (soprattutto in caso di separati o divorziati) rende illegittima la pubblicazione portando anche ad una violazione delle norme a protezione dei dati personali;

il minore può legittimamente dare il consenso al trattamento dei propri dati personali, in Italia, a 14 anni;

le foto del minore, nel caso di bambini piccoli, devono sempre tendere a non travisare l’immagine infantile.

Questo ci dice la legge con un milione di sfumature di mezzo.

Quello poi che dice concordemente la giurisprudenza è che pubblicare foto di minori (pensiamo agli infra dodicenni, ad esempio) in rete costituisce un’azione potenzialmente pregiudizievole perché potrebbero finire sotto gli occhi di persone malintenzionate che potrebbero avvicinarsi ai bambini dopo averli visti online e magari individuati tramite un tag del luogo.

 

Per evitare sanzioni penali, civili ed amministrative anche piuttosto elevate, fai sempre particolare attenzione dato che, anche se fatto in buona fede, potrebbe essere problematico il fatto che una persona adulta si metta a fotografare dei bambini mentre giocano: 

 chiedi preventivamente il permesso ai genitori (nel caso terrai le foto privatamente);
fai firmare le apposite carte (c.d. liberatoria) nel caso gli scatti ti servano per motivi commerciali o per pubblicarle in un contesto differente da quello privato. 

Liberatorie

La liberatoria è un documento firmato dal soggetto che concede il permesso di utilizzare la sua immagine (o quella di suo figlio).

La maggior parte delle agenzie fotografiche ha un modello di liberatoria da far sottoscrivere ai soggetti delle foto. Cercando online “liberatoria fotografica modello” si trovano vari moduli di liberatoria: è importante tuttavia scegliere una fonte affidabile.

 

 

♥ FOTO IN EVENTI E CERIMONIE (Covid-19 a parte). 

Non c’è bisogno dell’autorizzazione della persona ritratta nella foto (salvo che si tratti di minorenne) se lo scatto viene eseguito in occasione di avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico cui quest’ultima abbia partecipato.
Artisti di strada, gente in bicicletta, matrimoni di sconosciuti al Colosseo o in piazza Duomo, gente che si bacia, pulitori di vetri ai semafori, spazzini ecc. 

Se scatti la foto ad una manifestazione – fai attenzione quando sei in presenza di situazioni di crisi o scontro aperto – non è necessario richiedere il consenso a tutte le persone che hanno partecipato all’evento, MA è fondamentale che non vi sia alcun individuo in primo piano nello scatto

Insomma, se vuoi riprendere uno spettatore che, durante una rappresentazione teatrale, si addormenta e russa non puoi pubblicare l’immagine senza il suo consenso!

L’oggetto della foto deve essere l’evento o la cerimonia pubblica e i suoi partecipanti dovranno fare da sfondo (e non viceversa!). 

Fatti, avvenimenti e cerimonie di interesse pubblico o che si svolgono in pubblico

La giurisprudenza ha chiarito che per fatto o avvenimento si debba intendere una situazione che giustifichi il fatto di scattare la foto con la libera espressione del fotografo; rimane essenziale, quindi, per il nostro ordinamento il contesto in cui si scatta, nel senso che se pediniamo una persona che passeggia in strada aspettando di vedere con chi si incontra per “coglierla” sul fatto si andrebbe comunque a ledere il suo diritto alla riservatezza (oltre che a commettere un reato specifico), ma fotografare una bella piazza con alcuni soggetti riconoscibili è giustificato dal contesto.

 

 

♥ FOTO DI SITUAZIONI “IMBARAZZANTI”: LIMITI ANCHE MORALI. 

Tutti noi ci poniamo dei limiti quando si tratta di decidere quali soggetti è accettabile fotografare e quali no.
Per esempio, potresti pensare che fotografare un senzatetto sia voyeuristico o significhi sfruttarlo, e semplicemente preferisci non farlo. 

Anche se lo scopo è umanitario, di sensibilizzazione della società o di denuncia, c’è il rischio di mettere in imbarazzo il soggetto immortalato.

I giudici ci dicono che pubblicare la foto di un medicante, senza la sua autorizzazione, costituisce reato di diffamazione (articolo 595 del codice penale).

Curioso di sapere perché?

La coscienza comune pone questi soggetti in uno dei gradini più bassi della c.d. scala sociale e, pertanto, è naturale che chi sia costretto dalla necessità a praticare la carità si senta mortificato e gravemente ferito nella sua onorabilità.

 

Un consiglio per te.
Sgrana la foto o copri il volto della persona ritratta per renderla non identificabile. Ciò al fine di evitare che si crei un preciso collegamento tra il fenomeno in generale e la persona fisica, evitando per quest’ultima il conseguente disonore sociale.

Ricordati che dipende da te – e dalla tua bussola morale – dove porre il limite. 

 

 

Paese che vai, usanza che trovi“.

E’ una questione culturale.

Quando ti trovi immerso in una cultura differente, valuta bene il vantaggio di realizzare una bella fotografia contro il vantaggio di offendere realmente qualcuno. 

Informati prima di partire, osserva cosa fanno gli altri e ricordati l’importanza di integrarsi. In alcuni paesi, le persone sono gelose della propria privacy e si aspettano che venga rispettata.

Non c’è un approccio giusto o sbagliato, è una valutazione che devi fare di volta in volta in base alle circostanze.
Usa il buon senso, stai attento a quello che accade intorno a te e sii sempre rispettoso.

 

 

C. CHE COSA SI RISCHIA A PUBBLICARE LE FOTO DI ALTRE PERSONE?

Cosa succede se pubblichi una foto senza il consenso dell’interessato e quest’ultimo ti “sgama”?
Dipende se la tua foto verrà ritenuta legittimamente pubblicata oppure no

 

⇔ Nel caso di un’immagine che non sia lesiva dei diritti di decoro e reputazione, l’interessato potrà chiederti di rimuoverla dalla pubblicazione, mostra, blog, sito ecc.
Qualora non ottemperassi potrà chiedere al giudice un provvedimento che ti obbligherà a rimuovere le immagini con condanna alle spese di giudizio. 

Attenzione però: c’è anche il penale. Chiunque pubblica immagini altrui senza averne acquisito il consenso per trarne profitto (c’è uno scopo di lucro) per sé o per altri, o per recare ad altri un danno (cioè la volontà precisa di danneggiare il soggetto fotografato, anche semplicemente cagionandogli un fastidio), risponde di trattamento illecito di dati, punito con la reclusione fino a tre anni.

 

⇔ Quando invece, anche se hai ottenuto il consenso scritto, la foto procura un danno d’immagine alla persona (perché ne hai leso il decoro e/o la reputazione), oltre alla rimozione, potrai essere chiamato anche al risarcimento del danno ex articolo 2043 del codice civile.
Quindi, se l’immagine “ha rovinato la reputazione” di questa persona essa ti chiamerà a rispondere del danno ed, eventualmente, se e solo se ritenuto colpevole, a pagargli una somma a titolo di risarcimento del danno (oltre alle spese di giustizia ovviamente!). 

Se l’immagine offende la reputazione di chi vi è ritratto, oltre al risarcimento del danno, devi rispondere anche del reato di diffamazione aggravata (articolo 595 del codice penale) e rischi la pena della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa. 

 

 

Ti starai chiedendo come possa configurarsi un danno quando c’è il consenso allo scatto e alla pubblicazione. 

Bè, non dimenticare che la persona fotografata non ha modo di vedere preventivamente tutte le elaborazioni che in post produzione (c.d. editing) vengono eventualmente fatte! 
La foto cioè potrebbe essere elaborata in modo che il risultato finale possa ledere la reputazione o il decoro della persona originariamente ritratta (pensa ai fotomontaggi). 

 

Va da sé che nei casi in cui il consenso non sia necessario, o perché non ci sono persone riconoscibili, o perché quelle riconoscibili rientrano nei casi consentiti, nessuno può impedirti di scattare e pubblicare la tua fotografia e nessuna responsabilità potrà esserti addebitata

Per il diritto le valutazioni vanno fatte caso per caso, foto per foto.  

 

 

IL DOPPIO CONSENSO ALLA FOTOGRAFIA. 

Te lo detto più volte.
Se vuoi utilizzare le fotografie scattate a una persona “riconoscibile” a scopo commerciale – cioè per promuovere o pubblicizzare una persona, un prodotto, un’azienda -, oppure le vuoi pubblicare su libri e giornali, in una mostra o su un sito Web ecc., devi farle firmare la c.d. liberatoria

Il consenso di tutte le persone all’interno dell’inquadratura può essere rilasciato in forma scritta (dato che non si può mai sapere chi o cosa si fotograferà, tieniti sempre qualche modulo in borsa), ma anche per “comportamento concludente” (ad esempio, il soggetto che si mette in posa davanti all’obiettivo).

 

 

Se poi vuoi anche pubblicare la foto/video è necessario ottenere un secondo consenso ad hoc per la pubblicazione e la diffusione.
Chi ti dice di sì per lo scatto, non è detto che voglia anche vedere pubblicato il suo volto su Facebook e/o altri social network!!!

 

Suggerimento. Cerca online “liberatoria fotografica modello” e scarica uno dei moduli prestampati. 

 

 

A questo punto, lasciati ispirare dai primi scatti sgranati e in bianco e nero di artisti quali Henri Cartier-Bresson e Robert Doisneau, ma abbraccia anche le sfide che la street photography ti pone e dai spazio alla creatività! 

 

Sara Dealessandri, 24 agosto 2020 (non dimenticarti di dare un’occhiata anche agli altri episodi della rubrica #ildirittoinvaligia: Viaggiare con minori: regole e documenti necessari” del 04 agosto 2020;Carta d’identità scaduta: la proroga vale anche per l’espatrio?” del 06 agosto 2020; Bagagli smarriti: cosa fare per non andare in iperventilazione” del 16 agosto 2020).  

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24 Agosto 2020

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